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La scuola dell'infanzia- un nuovo inizio PDF Stampa E-mail
Scritto da Adriana Cantisani   
Venerdì 14 Agosto 2015 00:00

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Anche se le temperature sono decisamente estive mentre scrivo, l’inizio della scuola è proprio dietro all’angolo, specie per i più piccoli. Alla scuola dell’infanzia, statale o paritaria, si possono iscrivere i bambini di età compresa tra i tre e i cinque anni compiuti o da compiere entro il 31 dicembre. Tuttavia l’età anagrafica non è l’unico fattore da considerare.

Le seguenti domande ti aiuteranno a capire se il tuo bambino è pronto per affrontare questo grande passo.

Riesce a stare sveglio e allegro durante la giornata?
Le varie attività a scuola richiedono un sacco di energie. Alcuni bambini, avendo tempi di transizioni più lunghi rispetto ad altri, fanno fatica nel passare da un’attività ad un’altra. Altri richiedono una pennichella. In quasi tutte le scuole si fa il riposino post pranzale ma se tuo figlio è abituato anche a schiacciare un pisolino durante la mattina o dorme molto nel pomeriggio potrebbe non essere pronto per fare la giornata intera. Se pensi che sia così, inizia con mezza giornata, aggiungendo poi solo uno o due pomeriggi e via così.

E’ indipendente nella sua cura personale?
Molte scuole richiedono un certo grado di indipendenza da parte del bambino come il sapersi lavare le mani da solo, essere privo di pannolino, essere abituato ad addormentarsi da solo (non da solo in una stanza ma da solo nel senso che non ha bisogno della canzoncina, la favoletta, ecc.),  saper mangiare senza assistenza.

E’ indipendente nel “lavoro”?
Disegnare, dipingere e completare i puzzle sono lavori quotidiani nella scuola dell’infanzia e sono cose che richiedono parecchia attenzione da parte del bambino. Per aiutarlo a lavorare indipendentemente puoi farlo disegnare o giocare di fianco a te mentre però tu fai qualcos’altro, per esempio mentre prepari la cena. Incoraggialo a provare a fare da solo, cercando di evitare l’intervento fisico e limitandoti a dare solo un consiglio verbale.

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E’ pronto per le attività di gruppo?
Prima dei tre anni i bambini giocano prevalentemente da soli. Nella scuola dell’infanzia, invece, molte delle attività sono strutturate per essere fatte in gruppo. Anche da casa puoi aiutare tuo figlio ad abituarsi a questa transizione portandolo spesso in ludoteca o a spettacoli semplici (e brevi) come possono essere quelli dei burattini o la lettura animata di un libro.

E’ abituato al distacco prolungato?
I bambini che hanno frequentato il nido tendono ad essere preparati meglio rispetto a quelli che provengono direttamente da casa perché già abituati ad essere separati dalla mamma o dal papà per varie ore della giornata. Se non hai mai passato del tempo lontano dal tuo bambino, inizia a piccoli passi. Magari una volta alla settimana portalo dalla nonna o da una babysitter per qualche oretta mentre tu ti assenti a fare delle commissioni.  Le ludoteche all’interno del supermercato possono essere una buona alternativa, sempre che si rispettino le misure di sicurezza e che il personale sia qualificato a lavorare con i bambini piccoli.

Se pensi che tuo figlio sia pronto allora non mi resta che augurarvi buon anno scolastico! Ricorda però che anche quei bambini che iniziano il loro terzo anno di scuola dell’infanzia spesso hanno delle difficoltà nel salutarti alla porta quindi armati di pazienza e testa alta (senza lacrime, mi raccomando!)

La chiave per non crollare  –né tu né lui – è l’allegria. E’ molto importante mantenere un tono allegro e sorridere prima di lasciarlo a scuola altrimenti lui se ne accorgerà (dal tono della voce, dall’espressione del tuo viso, dalla tua agitazione) se non ti senti sicura. Molte scuole, se non tutte, prevedono un periodo di inserimento in cui i genitori possono entrare insieme al bambino e conoscere la classe. Inventatevi una routine tutta vostra, che sia una filastrocca o una canzoncina, un “batti cinque” speciale, o un bacino da mettere in tasca e tirare fuori quando ne ha bisogno.

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E ricorda: non si torna indietro! In tutti i sensi! Il bebé non c’è più. Davanti a te un bambino (o una bambina) che un giorno lascerà il nido per davvero, ma questa è un’altra storia… Una volta che imbocchi la via per l’uscita resisti alla tentazione di tornare indietro se lo senti piangere. Resisti anche dal guardare indietro. Se farai il contrario sarà più difficile per entrambi. Molti bambini piangono quando vanno via i genitori ma con la consolazione delle maestre quasi sempre si tranquillizzano e pian piano iniziano a trovare in questa nuova figura un nuovo punto di riferimento, un’ancora di salvezza, per quando saranno a scuola. Questo è normale e sano.

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Vuol dire che non hanno bisogno di te? Assolutamente no. Vuol dire che stanno crescendo e si sentono sicuri di sé e questo grazie all’amore e alle cure che ha ricevuto e che continua a ricevere a casa.

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