Manine sudate PDF Stampa E-mail
Mercoledì 05 Giugno 2013 08:18

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Quando i nostri bambini sono piccoli facciamo tutto il possibile per proteggerli. Li copriamo quando è freddo, ci assicuriamo che le verdure che mangiano siano fresche e pulitissime, curiamo forse maniacalmente la loro igiene e l'igiene di tutti gli oggetti con cui entrano in contatto. Accompagnamo loro a scuola e teniamo stretta la loro manina nell'attraversare la strada; insegnamo loro a non fidarsi degli sconosciuti e siamo sempre all'erta per fiutare il malintenzionato (rendendoci spesso ridicoli.)

Chi non ha figli ci guarda con sospetto e forse anche con un po' di pena e pensa "Si diventa veramente così?" Forse ci può capire solo che di figli ne ha già.

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Poi il tempo passa ed il nostro bambino cresce. Ci abituiamo al fatto che ne ha sempre meno bisogno delle nostre costanti attenzioni. Inizia a cavarsela da solo nel mondo e noi genitori iniziamo a rilassarci un pochino, non troppo, solo un pochino. Presto arriva il giorno in cui non ci pensiamo più quando esce da solo per andare ai giardini a giocare, poi quando va a fare i primi "giretti" in città ed infine quando esce la sera.

E già. Il nostro bambino è diventato un uomo. E' bello, grande, più alto del papà, intelligente, indipendente. Il nostro lavoro è fatto. E' cresciuto ed ha scampato ogni pericolo. "Siamo salvi" pensiamo, "Ce l'abbiamo fatta."

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Stamattina dopo la colazione mi sono collegata a Facebook e lì, tra le mie notifiche, vedo un commento che mi fa gelare la pelle. Una mia compagna della scuola media, J., ringrazia amici e parenti per il sostegno e le preghiere. Continuo a leggere e lentamente realizzo l'orrore. La figlia di 25 anni è stata assassinata. Il suo corpo gallegiava senza vita in mare. L'hanno trovata dei pescatori. E' stata strangolata. Era incinta di un mese. Solo qualche settimana fa J. aveva postato una foto per la festa della mamma, felice e circondata dai suoi tre figli. Li aveva taggati e sotto ai loro nomi aveva scritto la frase "E' stato bello guidarvi per mano fin qui. Adesso tocca a voi trovare la strada da soli. Sono orgogliosa di voi. E' un onore essere vostra madre."

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Penso alle mani dei miei figli. Adesso sono il doppio delle mie ma i miei occhi non le vedono così. Al loro posto solo il ricordo di manine piccole e sudaticce che vorrei tenere strette per poterle proteggere per sempre. So che è impossibile e mi viene il magone.

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Ultimo aggiornamento Martedì 20 Dicembre 2016 23:44