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Il ciuccio PDF Stampa E-mail
Scritto da Adriana Cantisani   

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Io, circa 1968- San Francisco

Durante la crescita il tuo bambino o la tua bambina passa diverse fasi e il ciuccio potrebbe essere il suo oggetto transizionale. Che cosa sarebbe? Si tratta dell’ oggetto da lui o da lei investito emotivamente, che assume un valore affettivo molto forte, capace di trasmettere fiducia, senso di protezione e sicurezza, specialmente in certi momenti della giornata o dello sviluppo.

Il bambino si trova a passare dallo stato fusionale con la mamma, che ha inizio con la gravidanza, alle prime esperienze di separazione, quando ancora non è in grado di rendersi conto che la lontananza della mamma è solo momentanea, in quanto non ne ha ancora interiorizzato la presenza. Intorno ai 6/8 mesi il bambino passa dallo stato fusionale per raggiungere, verso l’anno di vita, alla consapevolezza che la mamma può comparire o scomparire dalla sua vista, ma non dalla sua vita: in questo modo stabilisce dentro di sé una rappresentazione stabile della figura materna.

E' a questo punto che interviene l’oggetto transizionale, che in questo caso può essere appunto il ciuccio. L'oggetto transizionale consente al bambino o alla bambina di tollerare questa lontananza del genitore nel tempo e nello spazio, creando uno spazio simbolico e nello stesso tempo reale, per contenere l’angoscia della separazione. Per separazione si può intendere, ad esempio, il momento della nanna, l’inizio della scuola, l’arrivo di un fratellino, ecc. 

Con lo sviluppo questi oggetti vengono man mano abbandonati, ma in situazioni particolari di cambiamento possono anche tornare, per attenuare paure legate a nuove scoperte e per ritrovare quella sicurezza conosciuta, in sua compagnia, durante l’infanzia. E’ importante non buttare mai via questi oggetti perché sono importanti per i piccoli: i cambiamenti sono spesso destabilizzanti e i bambini vanno aiutati con calma e gradualità ad abituarsi alle novità. Pensa un po' alla vostra situazione: ci sono stati cambiamenti in questo periodo, per cui l’abbandono del ciuccio risulta difficile? E’ arrivato il fratellino da poco? Potrebbero esserci anche altre regressioni, del tutto normali: a volte si fa un passo indietro, per poi farne due avanti!

Per quanto riguarda gli effetti sulla dentizione, ci sono opinioni discordanti: chiedi un consulto a un dentista pediatrico che ti possa indicare entro quali tempi stare per evitare danni, se ci sono particolarità del palato o riguardo alla deglutizione e come intervenire in seguito. Un ciuccio tolto troppo presto potrebbe lasciare spazio al pollice che potrebbe essere peggio.

Ogni bambino ha il suo tempo e non sempre corrisponde al nostro..date quindi tempo al tempo! Le nonne dicevano: ”Hai mai visto qualcuno sposarsi con il ciuccio?” Sicuramente ci sono state scoperte mediche ed avvanzi scientifiche dai tempi di mia nonna ma forse un pochino avevano ragione! :-) Un bambino per essere pronto a lasciare il ciuccio, o comunque pronto a lasciare il suo “oggetto transizionale”, deve aver raggiunto un certo sviluppo emotivo ed una capacità di auto-consolazione tale, da potergli consentire di affrontare determinati momenti della giornata, come il momento della separazione, della nanna, senza quell’ ”aiutino” in più.

E’ importante togliere l’abitudine di tenere sempre il ciuccio, in ogni momento della giornata, ma forse per la nanna o per trovare consolazione dopo un forte pianto è meglio aspettare il momento giusto… Lo so, trovarlo non è in effetti facile!!  

Se hai intenzione di mandare il vecchio ciuccio in pensione, fallo piano piano. Inserisci nella vostra routine nuovi momenti rassicuranti: ad esempio, la sera prima di dormire si potrebbe fare un bel massaggino, per trovare un contatto rassicurante nel momento della separazione della nanna! Oppure dai spazio alla fantasia: magari inventando una favola su un ciuccio birichino che prende vita e al mattino si nasconde nella giacca del papà e va a lavorare con lui (perché effettivamente è un po' stanco di fare il ciuccio e o perché il suo bimbo o la sua bimba ha già tanti dentini che gli fanno un po’ male, ecc.) Potresti così parlare poi con tuo figlio o con tua figlia e in grande complicità fare una piccola festa per il ciuccio che “va in pensione” o qualcosa del genere. I bimbi amano le favole assurde e spesso aiutano in un momento di transizione. (E non aver paura di proporle-- spesso siamo noi adulti a porci troppi limiti. Voliamo con la fantasia e torniamo un po' bambini anche noi. Fa bene all'anima!)

Buona fortuna, quindi, ma ricorda che nel caso di crisi da mancanza del ciuccio, basta tenere un ciuccio di scorta: l’importante è che sia NUOVO, non il vecchio che è “a andato in pensione”…altrimenti ci si confonde!! ( E ricorda: lo prendi solo ed esclusivamente se sta per crollare il mondo! )

Porta pazienza…e ripetiti spesso che effettivamente il mondo raramente crolla davvero. ;-)

Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Luglio 2019 15:51