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Anfore piccole, manici grandi PDF Stampa E-mail
Scritto da Adriana Cantisani   
Martedì 23 Giugno 2015 00:00

Prima di tutto, cambiamo le vecchie abitudini:

Sparlare dietro alle persone
Critichiamo spesso la suocera, la maestra di nostro figlio, la vicina? Meglio evitare. Non diamo il buon esempio così. Inoltre, il bersaglio delle nostre critiche potrebbe essere una persona a cui nostro figlio tiene molto e questo non farebbe che ferirlo.

Criticare nostro figlio
Anche a me capita di volermi sfogare con qualcuno sulle difficoltà genitoriali. Che sia al telefono o di persona, è meglio trattenerci. E’ doloroso ed umiliante per un figlio sentirci lamentare di un suo errore e se lo facciamo con regolarità al dolore aggiungeremo sicuramente la rabbia.

Dire le parolacce
Purtroppo le parolacce sono arrivati prorompenti nel nostro linguaggio quotidiano (e, ammetto, sono state le prime cose che ho imparato in italiano. La verità è che le parolacce in una lingua straniera non suonano così male, ma questo lo lascio per un futuro post.) Non lo possiamo negare, le parolacce le diciamo tutti. Non ci dovremo meravigliare quindi se pure i bambini le dicono e quando capita non ne facciamo un dramma, non è la fine del mondo. E' brutto? Sì, è brutto ma se iniziamo la tiritera sul non-si-dicono-certe-parole non smetteranno più. Il miglior rimedio? Scegliamo delle parole nuove.

Lamentarci
Ci piace lamentarci e lo facciamo più spesso di quanto pensiamo. Il lavoro, il traffico, il governo, le tasse. Non ci piace tanto però sentire le lamentele degli altri, specie quando provengono dai nostri figli, vero? Ma è quello che succede perché loro imparano dal nostro comportamento e non da quello che diciamo loro di fare o di non fare. Non dico che non potremo mai più lamentarci (anche se mio marito ne sarebbe felice, ultimamente sono tremenda. Sarà la menopausa?) ma facciamolo in modo di includere anche dell’entusiasmo per qualcosa che abbiamo fatto o che hanno fatto gli altri.

Spaventare
Tutti abbiamo dei problemi: di lavoro, di salute, economici, di famiglia. La lista è infinita. Bisognerebbe porre particolare attenzione quando parliamo di argomenti delicati. I bambini sono attratti da tutte le conversazioni “calde”, quelle che provocano delle discussioni o degli slanci emotivi ma la loro attrazione non garantisce che sappiano interpretare i fatti in maniera corretta. Certo, alcune cose non le potremo nascondere, specie se toccano la stretta sfera famigliare. Quello che possiamo fare, però, è spiegare a i fatti usando termini che possano capire e specialmente spiegando come questi eventi toccano la loro vita. Mettiamo, per esempio, che il papà dovrà andare in un’altra città per lavoro. Che la benzina non gli sarà rimborsata è un fatto che alla coppia può preoccupare ma che non c’entra con il bambino quindi è inutile preoccuparlo con quello. Il nuovo lavoro del papà tocca la sfera personale del bambino in un altro modo: rientrerà molto più tardi del solito e non ci sarà più tempo per giocare insieme prima di cena. Come possiamo adattarci a questo nuovo orario? Possiamo giocare dopo cena? Possiamo creare un appuntamento fisso il sabato mattina per giocare nel parco? Possiamo fare che sarà il papà a leggere la favola tutte le sere? Queste sono le cose che potremmo discutere con il bambino e insieme a lui trovare le soluzioni.

Alla nostra lista personale di problemi quotidiani si aggiungono anche i problemi nel mondo: la minaccia nucleare, i terremoti, i colpi di stato, il terrorismo, il telegiornale in generale. Non possiamo tenere i bambini nascosti sotto una campana di vetro, specie i più grandi, ma proviamo sempre a mediare le informazioni che arrivano alle loro orecchie. Offriamo loro il nostro ascolto e la nostra rassicurazione e mai, mai burliamoci della loro paura. Cerchiamo a vedere sempre il lato positivo anche quando sembra che non ci sia. Un paese è stato devastato da un terremoto? Guarda quanta gente sta prestando aiuto. Che bello vedere come tutta la comunità si è unita per aiutare. Il loro aiuto è prezioso... Dieci mani servono più di due.... Quante gente buona esiste ancora... ecc. 

Mediare, ragionare insieme, rispondere alle domande dei bambini con onestà. Non è sempre facile, lo so, e anche se stiamo attentissimi il metodo non è infallibile e prima o poi i bambini sentiranno qualcosa che non dovrebbero.

Come possiamo aiutare?

Chiediamo cosa hanno sentito
Molto probabilmente non vorranno dirlo perché sanno che non dovrebbero origliare quindi rassicuriamoli che non ci arrabbieremo.

Rassicuriamolo
Le discussioni fra una coppia sono normali. Per i piccoli, perà, le discussioni sono l'equivalente dei litigi e spesso i litigi portano alla rottura. Questo è un pensiero estremamente pauroso per un bambino. Spieghiamogli che gli adulti spesso hanno opinioni diverse sulle cose ma che questo non vuol dire che non ci si vuole bene. (Inutile dire di controllare il tono e le parole, vero?)

Facciamo una passeggiata
Evitiamo di parlare con il nostro coniuge in codice o a bassa voce davanti ai bambini. Capiranno al volo. Piuttosto, facciamo una passeggiata o andiamo fuori a cena da soli per parlare di un argomento delicato. A volte un po’ di complicità fa sì che il problema sembri minore.

Approfittiamo del vantaggio
Tanto lo sappaiamo che quando possono, i bambini ascolteranno tutto quello che diciamo, sia al telefono che in cucina mentre prendiamo il caffé con un'amica. Quale momento migliore allora per parlare di quanto siamo felici di lui, dei suoi traguardi, delle sue iniziative? Se raccontiamo alla nonna che si sta impegnando a scuola e che questo ci riempie di gioia, sarà più stimolato ad impegnarci ancora.

Più di quanto farebbe se glielo diciamo di persona.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Dicembre 2017 08:57