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La scuola, i compiti e lo stress PDF Stampa E-mail
Scritto da Adriana Cantisani   
Venerdì 01 Aprile 2016 00:00

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La scuola è impegnativa per tutti i ragazzi ma per alcuni, completare i compiti in tempo ed imparare bene le lezioni possono essere compiti particolarmente ardui. Per me era così. I miei genitori si arrabbiavano con me, dicevano che mi impegnavo poco e si finiva per litigare 5 giorni su 7. Mia madre ci provava ma non riusciva ad aiutarmi con i compiti perché forse era messa peggio di me! (Lei dava la colpa ai “metodi nuovi”, specialmente per la matematica, ma nei successivi 40 anni ho capito che sicuramente avrà avuto anche lei da bambina qualche DSA!) Più provava ad aiutarmi, più litigavamo quindi la soluzione era piangere lacrime ed andare avanti da sola anche se non era realmente una soluzione perché invece di migliorare, peggioravo.

Ma una soluzione c’è: un tutor. Potrei dire un insegnante privato ma uso appositamente il termine inglese per differenziare il tutor dal giovane universitario che nelle ore libere dà ripetizioni ai ragazzini. Non che non sia un aiuto valido;  ma il tutor ha una marcia in più e se vostro figlio ha qualche difficoltà che va oltre il normale bisogno di ripassare, potrebbe fare tutta la differenza.

Il tutor di norma è già un insegnante qualificato (e non improvvisato) e per questo oltre alla competenza nella sua materia è in grado di aiutare i ragazzi anche con l’organizzazione del lavoro, del loro tempo, dei concetti collegati. Soprattutto ha le capacità di osservare attentamente il modo di ragionare dei ragazzi e può segnalare la presenza di qualche difficoltà che normalmente passerebbe inosservata.

Ma come capire se vostro figlio è uno da “insegnante-alle-prime-armi-ma-ben-intenzionato” o da “tutor”?  Ecco alcuni segnali:

Compiti incompleti o dimenticati:
Quando si hanno delle difficoltà a scuola si tende a voler dimenticarle quando si arriva a casa. I compiti sono un costante ricordo della sensazione di inadeguatezza ed incompetenza e quale miglior modo per allontanare queste sensazioni che evitando di farli?

I voti in caduta libera:
A volte i voti iniziano a soffrire anche sei i compiti vengono fatti e i ragazzi passano ore ed ore sui libri. Un tutor può servire per far sì che l’impegno sia efficace e dia i frutti sperati.

Bassa autostima:
I voti e l’andamento scolastico hanno una grande importanza per i ragazzi. Molti penseranno che non è vero, in fondo quante volte hanno sentito dire dal proprio figlio che la scuola fa schifo, che non gliene frega niente, che è tutto inutile, ecc.? Questo atteggiamento non è un atteggiamento da menefreghista ma da chi non si sente competente e capace. E’ più facile nascondersi dietro alla maschera dell’indifferenza piuttosto che ammettere di non riuscire a stare al passo degli altri. Lo so perché ci sono passata.

Se noti uno o più di questi segnali in tuo figlio o semplicemente non riesci ad essere un aiuto concreto per lui (e comunque sono sempre del parere che il genitore deve fare il genitore e non l’insegnante del proprio figlio), potrebbe essere il momento di appoggiarsi ad un aiuto mirato. Informati presso il tuo consultorio famigliare o AUSL, spesso sono a conoscenza di associazioni o gruppi di tutor specializzati. Qualora però il ragazzo o la ragazza non migliori neanche con un tutor, non perdere le speranze. Parlane con gli insegnanti / i professori e con il vostro tutor per individuare il problema. Molte volte, con un intervento didattico più mirato come, ad esempio, il metodo Feuerstein, i risultati arrivano.

E anche in fretta.

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