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Leggere - un'abilità molto complessa PDF Stampa E-mail
Scritto da Adriana Cantisani   
Sabato 29 Luglio 2017 18:11

caught reading- john morgan

Molto probabilmente questo articolo lo leggerai in meno di cinque minuti. Molto probabilmente darai un’occhiata al telefono per vedere se ti sono arrivati degli sms oppure terrai gli occhi puntati sulle notifiche di Facebook. Leggere è diventato un atto spontaneo e nemmeno ci accorgiamo di quanto sia veramente complesso questo processo cognitivo.

Per poter leggere bisogna capire le relazioni tra simboli e suoni. Bisogna poter distinguere i suoni e segmentarli. Bisogna utilizzare abilità di decodifica visuo-spaziale , collegare un significato ai simboli, ai suoni e alle parole. Bisogna comprendere quelle parole singolarmente e quando sono insieme ad altre parole, formando una frase. Bisogna poi dare un significato a quella frase.

Questi processi non avvengono automaticamente. Qualcuno ci deve insegnare a leggere. Ci insegnano i suoni e le relazioni con i simboli che sono le lettere e le combinazioni delle lettere. Ci insegnano le regole di come unire questi suoni per formare delle parole alle quali poi diamo una definizione. Man mano impariamo anche nuovi vocaboli e capiamo che possiamo sostituirle alle parole “vecchie” (l’uso di sinonimi). Impariamo ad avere fluidità nella lettura, permettendoci di non perdere il filo. Con il tempo impariamo anche a raggruppare le parole creando frasi sempre più complesse ed eventualmente creano anche paragrafi.

Ricordiamo però che perché occorra questo è fondamentale poter vedere, sentire, scrivere, capire, e parlare.

La lettura ha cinque componenti:

i fonemi- piccole unità di suono che si possono solo sentire, non leggere. Per poter leggere la parola “cane” devo prima poter dare un suono ad ogni lettera: C-A-N-E . Questo forma il primo collegamento intellettuale: che ogni singola lettera ha o può avere un suono. Solo dopo che questo concetto è chiaro possiamo passare allo step successivo, ovvero che l’insieme di quelle parole –e di conseguenza di quei suoni- formano una parola.

i grafemi- sono le unità più piccole della scrittura, come le lettere nel nostro alfabeto o dei caratteri (come quelli della lingua cinese, per intenderci.) A volte un grafema ha un suono specifico, come per esempio la F in italiano. A volte il suono si ha combinando due grafemi. Un esempio dall’inglese è la PH che nella parola “telephone” suona F. Questo si chiama un digramma.

il vocabolario- un insieme di parole che ci permettono di esprimerci bene sia quando parliamo che quando scriviamo. Alla base di questo sta la definizione delle parole, il loro significato.

la fluidità nella lettura- la capacità di leggere velocemente senza “inciamparsi”.

la comprensione del testo scritto- la capacità di comprendere non solo le singole definizioni delle parole ma il loro significato quando messe insieme.

Non tutti i bambini imparano a leggere allo stesso tempo. Alcuni faticano più di altri ed è normale che nei primi anni di scuola manchi la padronanza di uno o più di questi componenti della lettura. Una vera difficoltà nella lettura si avverte normalmente a partire dagli otto anni, ovvero quando il bambino o la bambina è in terza elementare. Non basta avere una maestra attenta per rilevare quello che potrebbe essere una dislessia. Una valutazione diagnostica va fatta esclusivamente da un neuropsichiatra infantile.

A volte, una difficoltà della lettura può passare inosservata ed una valutazione diagnostica viene fatta in età più avanzata, creando non solo delle difficoltà in più per lo studente ma anche ledendo la sua autostima poiché si sente incompetente ed inadeguato.

Da genitori o da insegnanti di prima infanzia possiamo tuttavia stare all’erta per alcuni comportamenti del bambino o della bambina che possono indicare una difficoltà futura nell’ambito della lettura. Se osserviamo già dall’età di quattro anni che il bambino/a ha le seguenti difficoltà, è auspicabile parlarne con un logopedista:

  • difficoltà con le rime
  • difficoltà nel sentire e nel ripetere i suoni in generale o i suoni delle lettere
  • difficoltà nella pronuncia delle parole o nel parlare in generale

Non sempre questi sono indicazioni di un problema ma, nel caso lo siano, un intervento precoce può essere molto efficace nella futura diagnosi della dislessia, evitando al bambino o alla bambina inutili fatiche sia fisiche che morali.

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foto: John Morgan

Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Novembre 2017 14:11